Da classificare
donna Berta
Personaggio proverbiale citato da Dante nel Paradiso, accanto a ser Martino, a indicare due persone qualunque, spesso in senso spregiativo, che presumono di poter giudicare.
Profilo
Nel canto XIII del Paradiso Dante inserisce il nome di donna Berta in un passo ammonitore, rivolto a chi presume di giudicare senza discernimento. Il verso «Non creda donna Berta e ser Martino» la colloca accanto a ser Martino come esempio di persona comune, tratta dalla tradizione dei nomi generici usati per indicare chiunque, sull'esempio antico di Tizio e Caio. Le note al canto precisano che i due nomi, Berta e Martino, stanno in antico per «due persone qualunque» e che in questo contesto, pur potendo avere valore spregiativo, vogliono esprimere soprattutto la piccolezza dell'uomo di fronte a Dio. L'introduzione al canto segnala inoltre l'uso espressivo di gusto popolare dell'espressione, che ritorna nel canto XXIX con altri nomi proverbiali, e la collega al linguaggio ammonitore dantesco riguardante il giudizio morale, noto solo a Dio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto XIII | 139 | Non creda donna Berta e ser Martino, | Apri verso |