Mitologico
Didone
Regina di Cartagine, figura virgiliana ricordata da Dante come emblematico esempio di morte per amore e di tradimento patito. Il suo nome designa la schiera dei lussuriosi nel canto V dell'Inferno.
Profilo
Didone, regina di Cartagine, è ricordata da Dante soprattutto attraverso la grande tradizione virgiliana: la storia d'amore con Enea, narrata nel IV libro dell'Eneide, l'abbandono da parte dell'eroe per seguire il suo destino e la tragica morte della regina, che si uccise per amore e per la ferita dell'abbandono, mancando alla promessa di fedeltà fatta alle ceneri dello sposo Sicheo. La sua figura era letta nel Medioevo come allegoria del contrasto fra ragione e passione. Nella Commedia Didone dà il nome alla schiera dei lussuriosi (la schiera ov' è Dido), colpiti dalla passione d'amore che trascina alla morte quando la ragione non vi resista. La forza emblematica del suo personaggio è tale che solo la sua vicenda, fra le antiche, può in qualche modo avvicinarsi per intensità alla realtà di Francesca. La menzione del grembo di Didone torna in Paradiso VIII a indicare il luogo dove, secondo la tradizione, Enea sedette.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto V | 85 | cotali uscir de la schiera ov’ è Dido, | Apri verso |
| Paradiso | Canto VIII | 9 | e dicean ch’el sedette in grembo a Dido; | Apri verso |