Mitologico
Deidamia
Deidamia, figlia di Licomede re di Sciro, amata da Achille e da lui abbandonata per la guerra di Troia; Dante la nomina in Inferno e Purgatorio.
Profilo
Deidamia è ricordata da Dante in due passi della Commedia. Nel ventiseiesimo canto dell'Inferno, in un elenco di eroi che congiurarono contro la rocca di Troia, Ulisse e Diomede sono associati al ricordo del dolore di Deidamia per l'abbandono di Achille. Nel ventiduesimo canto del Purgatorio, all'interno del Limbo, Stazio indica Deidamia tra le eroine che incontra nel castello degli spiriti nobili: essa appare insieme alle proprie sorelle, figura di pudore e di abbandono, come attestato dall'Achilleide di Stazio. La sua presenza nei due luoghi conferma la condizione di personaggio letterario e mitico che Dante accoglie accanto ai nomi storici dei poeti antichi, riconoscendone la medesima realtà esemplare. Le note critiche dei canti XXII e XXVI ne precisano l'identità e la fonte classica, ma la collocano in contesti distinti del viaggio.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXVI | 62 | Deïdamìa ancor si duol d’Achille, | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XXII | 114 | e con le suore sue Deïdamia». | Apri verso |