Sovrani e nobili
Davide
Re d'Israele citato da Dante nel Limbo fra i personaggi della storia sacra e ricordato nella nona bolgia come padre ingannato da Achitofèl e Assalonne.
Profilo
Nel canto IV dell'Inferno il re Davide è annoverato da Dante fra gli spiriti illustri del Limbo: «Abraàm patrïarca e Davìd re» (Inf. IV 58), accanto ai patriarchi biblici, come figura della storia sacra. La nota autorizzata al canto XXVIII precisa il ruolo che Davide riveste nella similitudine introdotta da Bertran de Born: Achitofèl, consigliere del re Davide, istigò il figlio di lui Assalonne contro il padre, che teneramente lo amava (2 Reg. 15-7). Secondo la stessa nota, Assalonne «tentò di uccidere il padre», parallelo alla ribellione del re giovane contro Enrico II d'Inghilterra. Il testo dantesco menziona dunque Davide come padre ferito dai «malvagi punzelli» (Inf. XXVIII 138), strumento metaforico della sedizione, in un contesto in cui Bertran de Born paragona la propria azione dissennata allo spaccare fra padre e figlio.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto IV | 58 | Abraàm patrïarca e Davìd re, | Apri verso |
| Inferno | Canto XXVIII | 138 | e di Davìd coi malvagi punzelli. | Apri verso |