Papi e religiosi
Daniele
Profeta ebreo citato da Dante come esempio di temperanza nelle donne ebree antiche, che bevevano solo acqua durante l'assedio di Gerusalemme.
Profilo
Daniele, detto Danïello nel verso di Purgatorio XXII 146 e Danïel in quello di Paradiso XXIX 134, è presentato da Dante come il profeta protagonista del terzo esempio di temperanza nella cornice degli invidiosi purgatoriali. La nota al verso precisa che, dopo l'occupazione di Gerusalemme da parte del re di Babilonia, le donne ebree, per consiglio di Daniele, si astennero dal vino, accontentandosi d'acqua. L'esempio è introdotto da Stazio nel Purgatorio e si inserisce, come gli altri, nella dimostrazione della virtù della temperanza opposta all'invidia (Purg. XXII 142-146). In Paradiso IV 13, Beatrice è assimilata a Daniele per il modo in cui libera Dante dai dubbi, rassicurandolo dopo l'esempio dell'agnello tra due lupi e del cane tra due daini. In Paradiso XXIX 134, Daniele è citato nella trattazione delle gerarchie angeliche, all'interno della visione trinitaria del cielo delle stelle fisse.
Nel testo
Versi collegati
3 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXII | 146 | contente furon d’acqua; e Danïello | Apri verso |
| Paradiso | Canto IV | 13 | Fé sì Beatrice qual fé Danïello, | Apri verso |
| Paradiso | Canto XXIX | 134 | per Danïel, vedrai che ’n sue migliaia | Apri verso |