Poeti e pensatori

Bonagiunta Orbicciani da Lucca

Notaio e poeta lucchese del Duecento, presente nel Purgatorio come interlocutore di Dante nella cornice dei golosi. Il verso lo ricorda con il soprannome familiare «dal Torso» e lo dice intento a espiare il peccato di gola attraverso il digiuno.

Profilo

Bonagiunta Orbicciani, detto «dal Torso», è ricordato da Dante nel ventitreesimo verso del canto XXIV del Purgatorio mentre svolge la sua pena tra i golosi: «dal Torso fu, e purga per digiuno». Fu notaio e poeta toscano attivo tra la prima e la seconda metà del Duecento, almeno fino al 1296, tanto da poter riconoscere Dante alla vista e da aver potuto leggere la canzone Donne ch'avete. È ricordato come uno dei primi a introdurre in Toscana la poesia d'amore nata alla corte di Sicilia, seguendo modalità più fedeli al modello di Guittone d'Arezza. Gli sono attribuiti versi polemici contro la «maniera» del Guinizelli, considerato poi da Dante padre dello Stil Nuovo. La sua collocazione nella cornice dei golosi è introdotta da Dante stesso, che subito dopo lo interpella come secondo interlocutore della scena.

Nel testo

Versi collegati

3 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XXIV19Questi», e mostrò col dito, «è Bonagiunta,Apri verso
PurgatorioCanto XXIV20Bonagiunta da Lucca; e quella facciaApri verso
PurgatorioCanto XXIV23dal Torso fu, e purga per digiunoApri verso