Mitologico

Climene

Climene è citata nel proemio del canto XVII del Paradiso come madre di Fetonte, nell'ambito della similitudine con cui Dante raffigura il proprio turbamento nell'incontro con Cacciaguida.

Profilo

Nel primo verso del canto XVII del Paradiso Dante si paragona a Fetonte che, con l'identico animo, andò dalla madre Climene per accertarsi di ciò che aveva udito sulla propria origine, ossia se non fosse veramente figlio del Sole. La nota autorizzata al canto chiarisce il senso del paragone mitologico: al pari del giovane mitico che, ottenuto dal padre il permesso di guidare il carro solare, ne ricavò la morte, Dante si accosta all'antenato Cacciaguida pieno di dubbio sulla risposta che riceverà circa la sua vita futura. Climene è dunque evocata non come presenza nel viaggio, ma unicamente come termine del paragone mitologico aperto dal poeta per innalzare sé stesso in una dimensione eroica nel momento decisivo della profezia. La scheda non le attribuisce altri ruoli oltre quello materno rispetto a Fetonte, unico dato che i versi-ancora e la nota autorizzata forniscono con certezza.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XVII1Qual venne a Climenè, per accertarsiApri verso