Sovrani e nobili

Ciro

Re persiano citato da Orosio nelle Storie come vittima di Tamiri, ricordato nel Purgatorio in un esempio di superbia punita scolpito nel pavimento.

Profilo

Ciro è menzionato da Dante nel Purgatorio (XII, 56) come sovrano contro il quale Tamiri mosse vendetta, in un episodio ripreso dalle Storie di Orosio, fonte primaria di Dante per la storia antica. Il verso si inserisce nella rassegna di esempi di superbia punita raffigurati nelle sculture del pavimento del Purgatorio, accanto a Sennacherib e altri personaggi. La nota al passo richiama esplicitamente il «crudo scempio / fatto del corpo di Ciro» e definisce la «ruina» come «la strage dei Persiani», indicando l'episodio della sconfitta e dell'oltraggio subiti dal re persiano. Dante ricorre inoltre alla similitudine con la figura di Ciro anche in Inferno XXVIII per descrivere la condotta di Bertrand de Born, che indusse Enrico il Giovane a ribellarsi al padre Enrico II d'Inghilterra. La menzione si limita a evocare l'autorità del nome antico senza ulteriori dettagli biografici verificabili nelle fonti fornite.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XII56che fé Tamiri, quando disse a Ciro:Apri verso