Famiglie e fazioni

Cianghella

Cianghella è ricordata da Cacciaguida nel Paradiso come esempio di donna di costumi sfrontati nel mondo contemporaneo, in antitesi alla moralità delle donne fiorentine del passato.

Profilo

Nel quindicesimo canto del Paradiso Cacciaguida, rievocando le antiche virtù delle famiglie fiorentine, contrappone la moralità delle donne del passato alla corruzione del presente, citando esplicitamente il nome di Cianghella come esempio di donna sfrontata. Secondo le note autorizzate al canto, Cianghella era figlia di Arrigo della Tosa e moglie di un Alidosi di Imola, descritta dalle fonti antiche come donna di costume disonesto e dal parlare sfrontato, tanto da essere ricordata anche da Boccaccio nel Corbaccio per la sua dissolutezza. Il nome di Cianghella, menzionato nella medesima terna di Lapo Salterello, è dunque addotto da Dante come caso emblematico di comportamento femminile depravato, in stridente contrasto con l'onestà delle donne delle casate fiorentine di un tempo.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XV128una Cianghella, un Lapo Salterello,Apri verso