Famiglie e fazioni
Cianfa
Personaggio nominato in Inferno XXV, tra i dannati della bolgia dei ladri. È un fiorentino identificato dai commentatori con un membro della famiglia Donati, ricordato per una carica pubblica svolta nel 1282.
Profilo
Cianfa è il nome pronunciato da un dannato in Inferno XXV, al v. 43 («Cianfa dove fia rimaso?»): un compagno ne cerca la presenza all'interno del gruppo di quattro fiorentini che si trova nella bolgia dei ladri. Le note critiche del canto riconducono il nome a un Cianfa Donati, consigliere del capitano del popolo per il Sesto di Porta San Piero nel 1282, figura già morta entro il 1289, come risulterebbe dal testamento di Corso Donati. La sua appartenenza a una delle principali famiglie fiorentine, e la carica pubblica ricoperta, inducono gli studiosi a ritenere che l'accusa di «ladroneccio» vada intesa soprattutto in senso politico, più che come furto comune, ipotesi che le Chiose Selmi propongono identificandolo invece come ladro di bestiame e scassinatore di botteghe, notizia giudicata priva di sicuro fondamento. Nel verso dantesco il solo prenome «Cianfa» è enunciato, mentre il cognome (Donati) resta taciuto: nel passo non compaiono indicazioni sulla sua azione né altri particolari biografici.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXV | 43 | dicendo: «Cianfa dove fia rimaso?»; | Apri verso |