Mitologico

Cerbero

Mostro pluricefalo e latrante che sguinzaglia i denti sui dannati del terzo cerchio, dove i golosi giacciono sotto la pioggia mista a grandine e neve.

Profilo

Cerbero è presentato da Dante come una fiera crudele e diversa, con tratti bestiali che lo avvicinano e al contempo lo separano dai golosi da lui tormentati. La nota al canto VI precisa che ha tre teste, allegoricamente intese dagli antichi commentatori come i tre modi del peccato di gola. Virgilio lo placa gettandogli manciate di terra, gesto che la nota riconduce alla focaccia soporifera della Sibilla virgiliana. Cerbero non parla, ma agisce: mostra le zanne, squarta e scuoia i dannati, li insegue ringhiando, infine si acquieta intento a rodere l'osso, mentre i golosi, come cani muti, assumono sembianze bestiali. La sua collocazione è il terzo cerchio, come indicato dalla nota al verso 34.

Nel testo

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