Mitologico

Capaneo

Capaneo è uno dei sette re che assalirono Tebe, figura dell'umana superbia che si ribella a Dio. Dannato tra i violenti contro Dio nell'Inferno dantesco, è ritratto nel grande sabbione sotto la pioggia di fuoco, ritto, sdegnoso e non piegato dalla pena.

Profilo

Capaneo è uno dei sette re che assalirono Tebe, figura tratta dal mito greco e ripresa dalla Tebaide di Stazio, autore prediletto da Dante. Nell'antico mito è il protervo bestemmiatore degli dei, descritto come «superum contemptor», che sfida Giove dritto sulle mura della città finché ne viene colpito dalla folgore. Dante lo pone nell'Inferno tra i violenti contro Dio, nel settimo cerchio, terzo girono, dove i dannati giacciono sul vasto sabbione sotto un'incessante pioggia di fuoco. In questa scena Capaneo appare con una grandezza sia fisica sia morale, «dispettoso e torto», indifferente al luogo in cui è posto, e conserva da dannato la stessa superbia che ebbe da vivo. La sua dichiarazione di non essere mai vinto, anche se Giove adirasse contro di lui tutti i fabbri dell'Etna, è presentata come un furore impotente, contraddetto dalla realtà della pena. Dante lo propose come «exemplum» della ribellione dell'animo umano contro Dio, collocandolo accanto a figure della cronaca del suo tempo come Vanni Fucci.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XIV63«O Capaneo, in ciò che non s’ammorzaApri verso