Mitologico
Calcante
Augure dell’antichità greca, ricordato da Dante come colui che indicò ad Agamennone il momento della partenza per Troia, citato come termine di paragone per i divinatori moderni.
Profilo
Calcante è ricordato nel canto XX dell’Inferno come l’augure che diede il segno («diede ’l punto») della partenza dei Greci per Troia, secondo la tradizione che lo vuole astrologo e indovino al seguito di Agamennone. Dante lo menziona per istituire un parallelo tra la divinazione dell’antichità e quella praticata al suo tempo: come Calcante consigliava i principi greci sulle occasioni propizie, così Guido Bonatti consigliava Guido da Montefeltro sulle imprese militari. Nel poema Calcante non è introdotto direttamente come personaggio della scena infernale, ma è citato da un dannato (Euripilo) per descrivere la propria arte divinatoria. La nota al verso 108-10 precisa che il ricordo dantesco si appoggia al racconto virgiliano mediato dal falso racconto di Sinone, che attribuisce a Euripilo l’invio presso Apollo per propiziare i venti. Dante, trattando divinatori antichi e moderni nello stesso modo, accomuna la figura mitica ai responsabili delle frodi astrologiche del suo presente.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XX | 110 | augure, e diede ’l punto con Calcanta | Apri verso |