Mitologico
Caco
Centauro della settima bolgia (Malebolge), ricordato come mostruoso figlio di Vulcano che spira fiamme dalla bocca; simboleggia la fraudolenza della bolgia dei ladri.
Profilo
Nella settima bolgia dell'Inferno, tra i ladri, Dante incontra un centauro separato dal gruppo visto nel canto XII; Virgilio lo identifica con il nome Caco. Le note al canto lo descrivono come il mostruoso figlio di Vulcano, spirante dalla bocca le fiamme paterne, figura del mito di Ercole: mezzo uomo e mezzo bestia, abitava una spelonca sull'Aventino dove consumava le sue stragi. Caco è celebre per aver rubato con astuzia a Ercole quattro tori e quattro giovenche dell'armento di Gerione che l'eroe aveva condotto dalla Spagna; Ercole, scopertolo, lo uccise soffocandolo con la stretta delle sue braccia. Il racconto risale all'Eneide di Virgilio, fonte principale di Dante. Nell'economia del canto, Caco personifica la fraudolenza propria della bolgia dei ladri. Il suo apparire prelude alle metamorfosi mostruose che caratterizzano il resto del canto, durante le quali Dante e Virgilio restano in silenzio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXV | 25 | Lo mio maestro disse: «Questi è Caco, | Apri verso |