Poeti e pensatori

Brunetto Latini

Notaio, scrittore e maestro di Dante, collocato tra i sodomiti nel settimo cerchio dell'Inferno, riconosciuto e onorato dal poeta con affettuosa reverenza.

Profilo

Brunetto Latino fu notaio, magistrato e cultore di filosofia e retorica, esule in Francia tra il 1260 e il 1266, dove compose in francese la sua opera maggiore, il Tresor, vasta enciclopedia divulgativa del sapere; tornato a Firenze fu cancelliere del Comune e figura autorevole nelle delibere fino alla morte, avvenuta nel 1294. Restano di lui anche due poemetti allegorici in volgare italiano, il Favolello e il Tesoretto, oltre a traduzioni di Cicerone e dell'Etica Nicomachea. Dante lo riconosce come proprio maestro durante la discesa nel settimo cerchio, dove lo trova tra i sodomiti sotto la pioggia infuocata, e gli si rivolge chiamandolo ser Brunetto, con tono di lunga consuetudine e venerazione; Brunetto, a sua volta, lo tratta come figliuol, lo esorta a seguire la sua stella e gli predice un destino letterario eccezionale, indicando nella retorica in funzione politica il senso del proprio insegnamento.

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