Mitologico
Briareo
Gigante della mitologia classica, ricordato da Dante come esempio di smisurata grandezza fisica e citato tra i superbi puniti nel Purgatorio.
Profilo
Briareo è menzionato da Dante in Inferno XXXI, v. 98, all'interno del confronto con i giganti incatenati nel pozzo dei traditori: il verso «che de lo smisurato Brïareo» indica la sua straordinaria mole, usata come termine di paragone per Fialte. Una nota al canto precisa che Dante immagina Briareo «come glielo descrivevano i suoi classici» e che, per la sua ferocia, è detto «Briareus ferox» da Lucano (Phars. IV 596). Lo stesso gigante ricorre in Purgatorio XII, v. 28, tra le figurazioni esemplari di superbia punita scolpite nel terreno: «Vedëa Brïareo fitto dal telo», cioè trafitto dal fulmine divino. Le note al Purgatorio XII collocano questo gruppo di esempi tra le serie di superbi puniti disposti in tre gruppi di quattro più una, dove la scena di Lucifero, precipitato dal cielo come la folgore, è il primo esempio. La tradizione classica ricordava inoltre le cento braccia di Briareo, tratto che nell'Inferno dantesco non appare più, poiché i giganti sono rappresentati come uomini, sia pure eccezionali, e non come mostri.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXXI | 98 | che de lo smisurato Brïareo | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XII | 28 | Vedëa Brïareo fitto dal telo | Apri verso |