Sovrani e nobili
Bellincion Berti
Cittadino fiorentino ricordato da Cacciaguida nel Paradiso come esempio delle antiche virtù dell'originaria Firenze, di cui Dante vide il nome inciso sullo scudo con la cornice d'oro.
Profilo
Bellincion Berti è un personaggio storico ricordato da Cacciaguida nel canto XV del Paradiso, nell'ambito della rievocazione dell'antica Firenze, sobria e pudica. Il suo nome è menzionato da Cacciaguida tra i cittadini che simboleggiavano la temperanza e la virtù della Firenze primitiva, in un passo in cui il trisavolo di Dante paragona la rarità, al suo tempo, di una donna o un uomo moralmente esemplari all'eventuale esistenza, nell'età attuale, di una donna scostumata o di un uomo politico corrotto. Le note al canto collegano inoltre Bellincion Berti dei Ravignani alla famiglia di Cacciaguida, indicando che una sua figlia, sorella della buona Gualdrada, andò sposa ad Alighiero, figlio di Cacciaguida e capostipite del casato Alighieri, segno dell'alto livello sociale della famiglia Ravignani, poi progressivamente decaduto.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto XV | 112 | Bellincion Berti vid’ io andar cinto | Apri verso |