Mitologico
Atamante
Re tebano ricordato da Dante nella doppia similitudine iniziale del canto XXX dell'Inferno come esempio di follia furiosa.
Profilo
Nella prima terzina del canto XXX dell'Inferno Dante apre la scena con una doppia similitudine tratta dal mito: ricorda i furori del re tebano Atamante e quelli della regina di Troia Ecuba, per poi assimilarli alla corsa rabbiosa di due spiriti dannati che infieriscono sui compagni di pena. Le note al canto precisano che la tradizione ovidiana, ripresa da Dante, narra la vicenda di Atamante, re di Orcomeno, fatto impazzire da Giunone: nella sua follia egli uccise la moglie e i due figlioletti, credendo di vedere in lei una leonessa con due leoncini. La figura è dunque evocata come exemplum mitico di insanità furiosa, posto a confronto con Ecuba, e non compare come personaggio collocato in un cerchio o in una cornice dell'Inferno.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXX | 4 | Atamante divenne tanto insano, | Apri verso |