Papi e religiosi
Arrio
Eretico citato da san Tommaso nel canto XIII del Paradiso come autore di una dottrina antitrinitaria, affiancato a Sabellio e agli «stolti» che deformano le Scritture.
Profilo
Nel canto XIII del Paradiso, al v. 127, san Tommaso menziona Arrio accanto a Sabellio e «quelli stolti», qualificandoli come eretici che, come spade che rendono torto i volti negli specchi, hanno deformato il senso delle Scritture (vv. 127-129). La nota al verso precisa che si tratta di due tra i più celebri eretici dei primi tempi cristiani e che le loro dottrine sono antitrinitarie, errando in modi opposti sulla Trinità: Sabellio riducendo le persone all'unità dell'essenza, Arrio moltiplicando le sostanze. Secondo la stessa nota, Arrio era un prete di Alessandria morto nel 336 e negava che il Figlio fosse coeterno e consustanziale al Padre, ossia che avesse natura divina; la sua dottrina, detta arianesimo, ebbe grande seguito e fu condannata nel concilio di Nicea del 325. Il riferimento si inserisce nella celebrazione della Trinità che caratterizza il cielo del Sole.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto XIII | 127 | sì fé Sabellio e Arrio e quelli stolti | Apri verso |