Sovrani e nobili

Arrigo Mainardi

Signore di Bertinoro citato da Guido del Duca nel Purgatorio come esempio di liberalità e cortese signoria del buon tempo passato in Romagna.

Profilo

Arrigo Mainardi è ricordato da Guido del Duca nel Purgatorio (XIV, 97), che lo nomina insieme al buon Lizio e ad altri signori romagnoli estinti o scomparsi, in un passo intriso di nostalgia per la cortesia e la liberalità del passato. Secondo le note al canto, era uno dei signori di Bertinoro, ancor vivo nel 1228, e fu amico intimo di Guido del Duca. Le note ricordano l'episodio narrato da Pietro di Dante: alla morte di Guido, Arrigo fece segare la panca dove solevano sedere insieme, dichiarando che non avrebbe più trovato un simile compagno. Le fonti lo descrivono come «cavaliere pieno di cortesia e d'onore», che volentieri imbandiva mense, donava robe e cavalli, apprezzava i valentuomini e dedicò l'intera vita a larghezza e a bello vivere. La sua menzione dantesca, insieme a quella degli altri nomi del passo, è letta come esempio proverbiale di una cortesia per sempre perduta.

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1 versi
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PurgatorioCanto XIV97Ov’ è ’l buon Lizio e Arrigo Mainardi?Apri verso