Mitologico
Argia
Sorella di Deifile e sposa di Polinice, ricordata da Stazio nella Tebaide; Dante la cita accanto ad Antigone e Deifile nel Purgatorio tra le figure della poesia epica di Stazio.
Profilo
Argia è menzionata da Dante nel XXII canto del Purgatorio, dove il poeta ricorda, accanto ad Antigone e Deifile, alcune figure femminili della tradizione epica cantata da Stazio. Le note critiche al canto la identificano come sorella di Deifile, moglie di Tideo uno dei sette re che assediarono Tebe, e sposa di Polinice, al quale era appartenuto lo sventurato addornamento cui allude il passo della Tebaide. La sua presenza nella Tebaide è collocata da Stazio in un episodio di giovanile pudore, richiamato da Dante anche nel Convivio. Nel Purgatorio Dante la annovera tra i personaggi leggendari della poesia di Stazio, affiancandola a nomi storici di poeti antichi secondo un procedimento che lo stesso autore impiega anche per gli abitanti del Limbo e per i lussuriosi. Per Stazio queste figure hanno un valore esemplare non meno reale di quello dei poeti storici.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXII | 110 | Antigone, Deïfile e Argia, | Apri verso |