Mitologico
Aragne
Figura mitologica della tessitrice lidia sfidata da Minerva, ricordata come esempio di superbia punita nel canto XII del Purgatorio, dove Dante la vede ormai mezza ragna intenta a contemplare i brandelli della propria tela.
Profilo
Aragne è il nome con cui Dante richiama il mito della tessitrice di Lidia che, per la sua superbia, osò sfidare Minerva nella tessitura: la dea stracciò la tela e Aracne, impiccatasi, fu da lei mutata in ragno. Nel Purgatorio XII, il poeta la include come settimo esempio di superbia punita, in posizione affine a quello di Niobe, mostrandola mentre è ancora a metà della metamorfosi, con il volto che conserva l'aspetto umano e lo sguardo fisso sugli stracci, unici resti della sua opera. Il rimprovero «O folle Aragne» le è rivolto direttamente, richiamando l'identica denominazione già usata in Inferno XVII. L'episodio costituisce, nella cornice dei superbi, un rapido e allusivo scorcio mitologico, privo di ulteriori sviluppi narrativi.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XVII | 18 | né fuor tai tele per Aragne imposte. | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XII | 43 | O folle Aragne, sì vedea io te | Apri verso |