Mitologico
Anteo
Gigante classico del XXXI canto dell'Inferno, figlio di Nettuno e della Terra, non legato, che depone i due pellegrini sul fondo del pozzo infernale.
Profilo
Anteo è il terzo gigante classico presentato nel XXXI canto dell'Inferno, dopo Nembrot e Fialte. Figlio di Nettuno e della Terra, si nutriva di carne di leone e dormiva sulla nuda terra, dalla quale riceveva sempre nuove forze. Fu ucciso da Ercole, che riuscì a tenerlo sollevato dal suolo. È menzionato più volte nell'Eneide, ma ciò che Dante ne ricorda dipende da Lucano (Phars. IV 595 sgg.). Era nato troppo tardi per partecipare alla rivolta di Flegra, e per questo è punito meno severamente: a differenza di Nembrot e di Fialte, non è in catene e può parlare, e tuttavia resterà muto. Virgilio gli si rivolge con lusinghevoli parole per chiedergli di deporli sull'orlo della ghiaccia; il gigante accetta, li depone con delicatezza sul fondo del pozzo, si leva dritto e torna immobile come un albero di nave. La sua abitazione era la valle del fiume Bàgrada, presso Zama.
Nel testo
Versi collegati
3 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXXI | 100 | Ond’ ei rispuose: «Tu vedrai Anteo | Apri verso |
| Inferno | Canto XXXI | 113 | e venimmo ad Anteo, che ben cinque alle, | Apri verso |
| Inferno | Canto XXXI | 139 | tal parve Antëo a me che stava a bada | Apri verso |