Sovrani e nobili

Annibale

Condottiero cartaginese citato da Dante come avversario di Roma nella seconda guerra punica, ricordato per la sconfitta subita da Scipione a Zama.

Profilo

Annibale è menzionato da Dante nella Divina Commedia in due passi distinti, entrambi dedicati al ricordo della seconda guerra punica. Nel Canto XXXI dell'Inferno, all'interno del discorso che Virgilio rivolge al gigante Anteo nella valle del Bàgrada, la sua disfatta è indicata come l'evento che rese glorioso quel luogo: «quand' Anibàl co' suoi diede le spalle», espressione con cui si allude alla rotta cartaginese inflitta da Scipione a Zama nel 202 a.C. Nel Canto VI del Paradiso, all'interno del discorso di Giustiniano che ripercorre le vittorie romane, si ricorda che altri condottieri romani «di retro ad Anibale passaro», proseguendo cioè l'opera di conquista fino a superare le imprese cartaginesi. La menzione dantesca è quindi storica e pubblica, priva di qualsiasi riferimento alla sua collocazione morale nel viaggio ultraterreno.

Nel testo

Versi collegati

2 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXXI117quand’ Anibàl co’ suoi diede le spalle,Apri verso
ParadisoCanto VI50che di retro ad Anibale passaroApri verso