Mitologico

Anfione

Poeta mitologico ricordato da Dante come l'artefice, con l'aiuto delle Muse, delle mura di Tebe, formato che il piè richiama nel prologo del canto XXXII dell'Inferno.

Profilo

Secondo la tradizione classica, Anfione è il poeta tebano che, con il canto, mosse le pietre del Citerone fino a erigere le mura di Tebe. La fonte autorizzata ricorda che il poeta aiutato dalle Muse è proprio Anfione, il quale «indusse le pietre del Citerone a scendere dal monte e cingere Tebe di mura». Nella Commedia Dante lo evoca in un passo programmatico: la menzione, posta all'inizio del canto XXXII dell'Inferno, serve a invocare le stesse Muse che aiutarono Anfione, perché lo assistano nella descrizione della zona estrema dell'abisso, dove abita Lucifero. Anfione non compare come personaggio vivente nel viaggio: è soltanto un exemplum mitico citato a scopo invocativo, e la nota critica lo annovera tra i poeti antichi accostati a Dante nel momento di massima difficoltà espressiva. Il testo non gli attribuisce altri episodi, né lo colloca in un cerchio o in un altro regno oltremarino: l'unica scena in cui è richiamato è il prologo del XXXII canto infernale.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXXII11ch’aiutaro Anfïone a chiuder Tebe,Apri verso