Mitologico

Anchise

Padre di Enea, ricordato da Dante nella selva (Inf. I) e nel cielo di Marte (Par. XV e XIX) come figura virgiliana di progenitore pio e longevo.

Profilo

Anchise è menzionato da Dante come padre di Enea, il «figliuol d'Anchise che venne di Troia» ricordato da Virgilio all'inizio del viaggio dantesco (Inf. I 74). La sua ombra ritorna nel cielo di Marte, dove, secondo la nota al canto, si fa presente all'inizio rievocando la scena degli Elisi nel libro VI dell'Eneide: «l'ombra d'Anchise si porse» al suo discendente con affetto paterno (Par. XV 25), instaurando il parallelo fra Enea e Dante. La nota precisa che la parola «pïa» indica la pietas del padre verso il figlio, mentre l'espressione del trisavolo Cacciaguida è modellata sulle parole dell'Anchise virgiliano: «venisti tandem… tempora dinumerans». Nel cielo di Marte Dante ricorda inoltre il luogo dove Anchise «finì la lunga etate», cioè la terra in cui morì (Par. XIX 132). La scheda si limita a questi elementi desunti dai versi e dalle note autorizzate.

Nel testo

Versi collegati

4 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto I74figliuol d’Anchise che venne di Troia,Apri verso
PurgatorioCanto XVIII137fino a la fine col figlio d’Anchise,Apri verso
ParadisoCanto XV25Sì pïa l’ombra d’Anchise si porse,Apri verso
ParadisoCanto XIX132ove Anchise finì la lunga etate;Apri verso