Sovrani e nobili

Alessandro Magno

Tiranno antico collocato da Dante nel settimo cerchio, nel girone dei violenti contro il prossimo immersi nel fiume di sangue bollente, citato come esempio di insaziabile sete di sangue umano.

Profilo

Alessandro è identificato dai commentatori antichi, a partire da Benvenuto, con Alessandro il Macedone, detto per antonomasia Magno, ricordato da Dante con il solo nome nel poema (Inf. XIV 31) e menzionato anche nel Convivio e nella Monarchia. La nota autorizzata al canto XII ne chiarisce l'identità citando il giudizio degli antichi e la tradizione che ne faceva un simbolo di crudeltà e di inestinguibile sete di sangue, sulla base soprattutto della testimonianza di Orosio, fonte principale di Dante per i due tiranni antichi del cerchio. Nel girone dei tiranni immersi nel bollor vermiglio Alessandro è associato a Dionigi il Vecchio di Siracusa come esempio emblematico di ferocia. La tradizione antica è concorde nel riconoscere nel nome l'Alessandro più noto al pubblico, cioè il Macedone.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XIV31Quali Alessandro in quelle parti caldeApri verso