Reale
Verona
Verona è ricordata in Purgatorio XVIII come sede abbaziale di San Zeno e citata nell'Inferno quale scenario del palio verde e teatro delle lotte tra fazioni guelfe e ghibelline.
Descrizione
Verona è citata da Dante come sede monastica di un abate di San Zeno, figura con cui il poeta si confronta nel Purgatorio XVIII. Nella Commedia la città compare anche come luogo di una corsa a piedi durante la prima domenica di quaresima, con palio verde, ricordata nell'Inferno XV, scena che richiama il ricordo di Brunetto Latini. La città è inoltre menzionata come teatro delle lotte fazionarie del Duecento: nell'Inferno VI i Montecchi di Verona sono accostati ai Cappelletti di Cremona come simboli delle fazioni ghibellina e guelfa che sconvolsero la Lombardia. La tradizione dei trovatori, in particolare Sordello, lega Verona alla corte di Riccardo di San Bonifacio, presso cui soggiornò il poeta provenzale.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XV | 122 | che corrono a Verona il drappo verde | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XVIII | 118 | Io fui abate in San Zeno a Verona | Apri verso |