Reale

Ungheria

L'Ungheria è menzionata nella terzina paradisiaca in cui Carlo Martello, rampollo degli Angioini, ricorda la corona che gli spettava per parte materna.

Descrizione

Nel cielo del Sole Dante incontra Carlo Martello, figlio di Carlo II d'Angiò e di Maria d'Ungheria, che illustra al poeta le tre corone ereditarie cui avrebbe potuto dare buon governo: quella di Provenza sulla riva sinistra del Rodano, quella di Napoli nel corno meridionale della penisola italiana, e quella d'Ungheria, trasmessagli per parte materna. La prematura scomparsa del principe, che visse poco più di venti anni, segnò per questi territori l'inizio di una mala segnoria, stigmatizzata nei canti del Paradiso dedicati alla dinastia angioina. La stessa eredità ungherese torna nella chiusa del canto XIX, dove il personaggio lamenta le sciagure che si abbatteranno sul suo casato e sulle regioni che avrebbero dovuto ricevere la sua guida, tra cui appunto l'Ungheria, designata con il semplice nome e senza ulteriori precisazioni topografiche.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
ParadisoCanto XIX142Oh beata Ungheria, se non si lasciaApri verso