Reale

Tambernicchi

Monte citato da Dante nel Canto XXXII dell'Inferno come termine di paragone iperbolico per lo spessore del ghiaccio del Cocito: nemmeno la caduta di Tambernicchi vi produrrebbe un'incrinatura.

Descrizione

Il nome Tambernicchi compare in un passo del Canto XXXII dell'Inferno (v. 28), dove Dante, descrivendo lo spessore della crosta ghiacciata del nono cerchio, ricorre a un paragone iperbolico: se vi fossero rovinate addosso due altissime montagne come Tambernicchi e la vicina cima apuana, nemmeno all'orlo, dove il ghiaccio è più sottile, si udirebbe il benché minimo 'cric'. La nota critica segnala che gli antichi indicavano con questo nome un monte della Schiavonia, presso Tovarnik, ma osserva anche che in testi antichi è attestata la forma Stamberlicche per un monte toscano, con ogni probabilità da identificare con la Tambura delle Alpi Apuane. Tale oscillazione toponomastica contribuisce a sua volta, secondo l'esegesi, all'effetto onomatopeico complessivo del passo, dominato dai suoni aspri di 'cricchi' e di 'Tambernicchi'.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXXII28com’ era quivi; che se TambernicchiApri verso