Reale

Talamone

Porto toscano presso Orbetello, comprato a caro prezzo dai Senesi, che vi riponevano grandi speranze di affermarsi come potenza marinara, rivelatesi poi deluse.

Descrizione

Nel passo purgatoriale, Sapia ricorda con ironia le vane speranze dei Senesi riguardo a Talamone, porto della Toscana meridionale situato presso Orbetello, che la città aveva acquistato a prezzo elevato dai conti di Santa Fiora. L'acquisizione era motivata dal desiderio di ottenere uno sbocco sul mare per rilanciare il commercio senese, nella prospettiva di diventare una grande potenza marittima. Le ingenti spese, sia per la compravendita sia per le opere di bonifica dalla malaria, non sortirono però gli effetti sperati, trasformando il porto in una delle disillusioni della politica espansionistica senese, al pari della ricerca fantomatica del fiume Diana. Dante menziona dunque Talamone come emblema delle aspirazioni deluse della città, associandolo al pronome avverbiale perderagli, derivato dal latino illic e indicante il luogo stesso.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XIII152che spera in Talamone, e perderagliApri verso