Reale
Serchio
Il Serchio è un fiume toscano ricordato da Dante nel Canto XXI dell'Inferno come termine di paragone per descrivere l'insolito modo di muoversi dei dannati nella pece.
Descrizione
Nel Canto XXI dell'Inferno, al verso 49, Dante impiega il fiume Serchio come termine di confronto per sottolineare quanto sia diverso, rispetto al nuoto ordinario, il movimento dei dannati nella pece bollente della quinta bolgia. L'immagine si inserisce nella scena in cui i diavoli, dopo aver fatto riemergere un dannato dalla pece, lo descrivono come particolarmente rapido nello scagliarsi sulla nuova preda; è in questo contesto che il Serchio viene chiamato in causa, evocando un fiume conosciuto dal pubblico di Dante per il suo carattere torrentizio e impetuoso. L'accenno funge da misura di parodia e di straniamento, tipico del registro grottesco che domina il canto.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXI | 49 | qui si nuota altrimenti che nel Serchio! | Apri verso |