Reale
Santa Fiora
Castello e contea sull'Amiata grossetana, citato da Sapia nel Purgatorio come casato che aveva venduto ai Senesi il porto di Talamone.
Descrizione
Nel Purgatorio, al canto VI, Dante nomina Santafior in un passo pronunciato da Sordello da Goito all'indirizzo di Virgilio, dove il castello amiatino è additato come esempio di dimora ormai decaduta e priva dei suoi antichi signori. La contea di Santa Fiora è richiamata anche indirettamente nelle note al canto XIII, dove si spiega che i Senesi avevano acquistato il porto di Talamone proprio dai conti di Santa Fiora, spendendo somme ingenti nell'illusione di aprire uno sbocco marittimo al proprio commercio. Così la casata è legata a uno dei grandi sogni urbanistici senesi caduti insieme con la malaria delle paludi costiere. Il borgo toscano conserva memoria di quella famiglia, la cui fine viene evocata dal grido di Sordello.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto VI | 111 | e vedrai Santafior com’ è oscura! | Apri verso |