Reale
Romena
Maestro Adamo, falsario al servizio dei conti di Romena, indica nel cerchio dei falsari la località dove commise il falso, come ricordato nel canto XXX dell'Inferno.
Descrizione
Nel XXX canto dell'Inferno maestro Adamo, condannato nella bolgia dei falsari, indica Romena come il luogo in cui falsificò il fiorino, ricordando le sue miserie fisiche e morali. Il verso di Inf. XXX 73 («Ivi è Romena, là dov' io falsai») colloca esplicitamente il borgo come scenario del falso monetario. Le note al canto XXX identificano Adamo come il falsario dei conti di Romena, arso sul rogo al tempo dell'adolescenza di Dante, e lo descrivono segnato dall'idropisia, con il labbro rivolto verso il mento e l'altro verso l'alto. Un documento bolognese del 1277 lo ricorda come «magistro Adam de Anglia familiare comitum Romena», confermando il legame del personaggio con quella casata. Le note al canto XX ricordano inoltre Sinone che colpirà col pugno proprio il falsario dei conti di Romena nella stessa bolgia.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXX | 73 | Ivi è Romena, là dov’ io falsai | Apri verso |