Reale
Mincio
Fiume dell'Italia settentrionale che nasce dal lago di Garda, citato da Dante nell'Inferno XX in relazione alla sua Mantova e alla leggenda di Manto.
Descrizione
Nel canto XX dell'Inferno Dante inserisce una descrizione della regione mantovana che si estende per circa trenta versi: dapprima il poeta presenta il lago di Garda e il fiume che ne nasce, il Mincio, descritti come luoghi belli e sereni, ricchi di acque e di verde, pervasi dalla memoria virgiliana; poi si passa alla triste palude dove Manto si isolò per dedicarsi alle sue arti magiche. Il fiume è menzionato nel celebre verso in cui Dante spiega che il lago, dove la riva è più bassa, trabocca e cambia nome: non più Benaco, ma Mincio si chiama. Le note chiariscono inoltre che il punto in cui l'acqua sbocea a correre nel fiume è il passaggio da Benaco a Mincio, e che la viva accentuazione sul nome richiama il fiume su cui crebbe Virgilio, ricordato anche come nativo di Pietola, villaggio sulla riva destra del Mincio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XX | 77 | non più Benaco, ma Mencio si chiama | Apri verso |