Reale
Marocco
Il Marocco, forma antica «Morrocco», è menzionato da Dante come estremo lembo occidentale delle terre abiate, identificabile con Gade (Cadice) e legato alla geografia tolemaica.
Descrizione
Nella Commedia Dante usa la forma antica «Morrocco», attestata in Inferno XXVI 104 nel celebre elenco che misura lo spazio percorso dal volo di Ulisse: «fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi». La nota al canto IV chiarisce che la voce designa qui l'estremo occidentale delle terre abitate, cioè il lembo estremo della terra emersa, identificato con lo stretto di Gade (oggi Gibilterra), da cui parte la navigazione d'Ulisse. Lo stesso commento precisa che «Morrocco» è forma antica di Marocco e che il toponimo sta in realtà per Gade, ovvero Cadice, il punto che sulle carte medievali segnava l'estremo occidente. L'occasione in cui il nome ricorre nella nota al canto IV è la descrizione astronomica e geografica del paesaggio: nell'istante in cui sul Purgatorio il sole tocca il meridiano, la notte copre il Marocco, così che al tramonto occidentale corrisponde mezzogiorno sulla montagna del Purgatorio e, specularmente, mezzanotte a Gerusalemme.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXVI | 104 | fin nel Morrocco, e l’isola d’i Sardi, | Apri verso |