Reale
Mar Rosso
Il Mar Rosso è menzionato in Inferno XXIV 90 all'interno di una similitudine che paragona l'apparizione dei serpenti nella settima bolgia alle più terribili regioni desertiche.
Descrizione
Nella Commedia il Mar Rosso compare in Inferno XXIV 90, all'interno della similitudine con cui Dante descrive la varietà dei serpenti che popolano la settima bolgia dei ladri. Il verso stabilisce un confronto tra le plaghe orientali dei serpenti — designate come «ciò che di sopra al Mar Rosso èe» — e la quantità e la diversità dei serpenti osservati nel girone infernale, arrivando a dichiararle superiori. La nota al canto XXIV richiama inoltre la descrizione del deserto libico nella Farsaglia di Lucano, dove si ritrovano i nomi delle specie serpentine menzionate da Dante. Il Mar Rosso è poi ricordato nella nota a Paradiso XXII, dove si ricorda il prodigio biblico delle acque che si ritrassero, accostato al miracolo del Giordano che risalì controcorrente, come immagine di un intervento divino più grande di qualsiasi degenerazione umana.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXIV | 90 | né con ciò che di sopra al Mar Rosso èe. | Apri verso |