Reale
Gelboè
Gelboè è la catena montuosa biblica presso cui morì Saul, citata in Purg. XII 41 come luogo arido per la maledizione di Davide.
Descrizione
In Purgatorio XII 41 Dante inserisce Gelboè in un passo dedicato all'esempio biblico della montagna arida: il dettato dantesco evoca il corpo di Saul caduto su quei monti, riprendendo la formula «pioggia né rugiada» che echeggia il lamento di Davide in 2 Samuele 1, 21 («né rugiada né pioggia scendano più su di voi»). Le note del canto XII spiegano che la maledizione davidica è considerata avverata e interpretata come punizione per l'arroganza dei monti, colpevoli di aver ucciso l'eletto di Dio; lo stesso motivo ritorna nell'Epistola ai Fiorentini (Ep. VI 11), dove le cime di Gelboe sono additate come private della rugiada celeste a causa della superbia. Il riferimento non è un semplice ornamento erudito, ma un rapido scorcio di superbia punita, che presuppone nel lettore la conoscenza del testo biblico.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XII | 41 | quivi parevi morto in Gelboè, | Apri verso |