Reale
Gaville
Gaville è il paese che piange la morte di un proprio abitante, secondo la perifrasi con cui si chiude l'episodio delle trasmutazioni tra uomini e serpenti.
Descrizione
A Gaville si chiude l'episodio delle trasmutazioni di Inferno XXV: l'uomo nato dal serpente che ha accusato Buoso è indicato come colui che ancor oggi il paese di Gaville piange, per le sventure che ne sono derivate. La tradizione antica lo identifica con un membro della famiglia Cavalcanti – la stessa casata magnatizia a cui appartenne Guido – ucciso dagli abitanti del luogo; i suoi consorti si vendicarono con feroci uccisioni, ragione per cui, secondo l'Anonimo, quella villa ancora ne piange. Il nome del personaggio resta incerto, tramandato dagli antichi in forme diverse (Francesco o Guercio, Guelfo per l'Ottimo, Puccio per il Bambaglioli), e secondo l'Anonimo successe nell'ufficio pubblico a Buoso. La chiusa, brusca e in forma di oscura perifrasi, richiama altre interruzioni con cui Dante tronca tristi sequenze infernali e preludia all'apertura di tono alto del canto successivo, il canto di Ulisse.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXV | 151 | l’altr’ era quel che tu, Gaville, piagni. | Apri verso |