Reale

Etiopia

L'Etiopia è citata da Dante nella settima bolgia dell'Inferno (XXIV 89) come misura paragonativa della quantità di serpenti che vi appaiono, e nel XXXIV 44 in relazione al Nilo.

Descrizione

Nella settima bolgia dell'ottavo cerchio dell'Inferno, dedicata ai ladri, Dante paragona la gran folla di serpenti che appare all'osservatore a ciò che mai si mostrò «con tutta l'Etïopia» (Inf. XXIV 89), stabilendo un topos del vanto: la bolgia supera la varietà serpeatica descritta da Lucano nel deserto libico. L'Etiopia ricorre anche nel XXXIV canto, a proposito del colore nerissimo di Lucifero: le sue facce sono paragonate a quelle degli abitanti della regione dove il Nilo «s'avvalla», ossia scende dai monti in pianura (Inf. XXXIV 44), secondo un'interpretazione simbolica in cui il nero corrisponde all'ignoranza e alla cecità.

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InfernoCanto XXIV89mostrò già mai con tutta l’EtïopiaApri verso