Reale
Ellesponto
Lo stretto dell'Ellesponto è ricordato da Dante come esempio di un braccio di mare insieme facile e difficile da passare, opposto all'impossibilità per il poeta di raggiungere Matelda.
Descrizione
Nel Purgatorio Dante paragona il breve tratto d'acqua che lo separa da Matelda allo stretto dell'Ellesponto, presentandolo come un braccio di mare al tempo stesso facile e difficile da attraversare. Lo passò Serse, alla testa del suo esercito, su un ponte di navi, per sottomettere la Grecia, ma fu sconfitto e nel ritorno l'esercito in fuga fece rovinare il ponte; Serse stesso si salvò a stento, attraversando lo stretto su una barca di pescatori, vicenda che le note del canto collegano anche alla Monarchia. Lo stretto è inoltre legato al mito di Leandro, che lo attraversava a nuoto ogni notte per recarsi dalla sua amata Ero, ma non poteva farlo quando il mare era in tempesta, come Leandro stesso lamenta nei suoi testi ovidiani. Su questo sfondo la misera sorte di Serse è letta come monito contro le superbie umane, mentre l'impossibilità della traversata assume il valore di ostacolo alla felicità.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXVIII | 71 | ma Elesponto, là ’ve passò Serse, | Apri verso |