Reale

Bulicame

Sorgente termale presso Viterbo ricordata da Dante come ruscelletto; le sue acque calde si diramavano in canali usati anche per bagni e stufe, vietati alle prostitute.

Descrizione

Il Bulicame è presentato come una sorgente di acqua bollente che zampilla dal suolo, il cui nome designa in genere ogni sorgente calda. Dante lo richiama paragonandovi il rivolo di sangue che scorre tra le due file di centauri nel settimo cerchio. L'acqua, una volta uscita, veniva distribuita in condotti; i manoscritti tramandano in modo unanime la lezione tradizionale, secondo cui le prostitute (meretrici) dividevano tra loro le derivazioni dell'acqua per servirsene in bagni e stufe. La menzione serve a chiarire che il passaggio sul sabbone del Flegetonte è lì, perché letto, rive e spallette del fiume sono di pietra, e l'acqua calda del Bulicame era storicamente sfruttata anche per la macerazione della canapa in piscine fuori città.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XIV79Quale del Bulicame esce ruscelloApri verso