Reale

Arezzo

Arezzo è ricordata da Dante nell'Inferno XXIX, v. 109 come città di origine del falsario Griffolino d'Arezzo, che si presenta dichiarando: «Io fui d'Arezzo».

Descrizione

Il verso-ancora fissa l'identità del luogo attraverso le parole di Griffolino d'Arezzo, che si presenta a Dante come nativo della città aretina contrapposto ad Albero da Siena: «Io fui d'Arezzo, e Albero da Siena» (Inf. XXIX, v. 109). Nelle note autorizzate Arezzo ricorre inoltre come polo storico-geografico: è la città da cui, nel 1287, i ghibellini sotto Buonconte da Montefeltro cacciarono i guelfi; è la piazza ghibellina opposta a Firenze nella battaglia di Campaldino dell'11 giugno 1289, dove si scontrarono «i primi riuniti intorno a Firenze, i secondi intorno ad Arezzo»; è il centro toscano a cui il Casentino si collega come regione intermedia tra Firenze e la stessa Arezzo; ed è il luogo di provenienza dello scienziato medievale Ristoro d'Arezzo, autore della Composizione, citato a proposito dei fenomeni naturali.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
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InfernoCanto XXIX109«Io fui d’Arezzo, e Albero da Siena»,Apri verso