Reale
Acri
Acri è menzionata da Dante nell'Inferno (XXVII 89) come paradigma di impresa militare ardua e mai compiuta.
Descrizione
Nel canto XXVII dell'Inferno, durante il dialogo di Guido da Montefeltro con Dante, la città di Acri è richiamata come termine di paragone per un'impresa ritenuta impossibile: «e nessun era stato a vincer Acri» (v. 89). La menzione si inserisce nella riflessione del dannato sulla difficoltà di vincere le resistenze interne dell'animo, paragonata a una conquista militare che mai nessuno era riuscito a portare a termine. Il verso fissa così il nome della città come simbolo di resistenza non piegata, senza ulteriori specificazioni geografiche o storiche nel testo dantesco.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXVII | 89 | e nessun era stato a vincer Acri | Apri verso |