Reale
Acquacheta
L'Acquacheta è un corso d'acqua citato da Dante nell'Inferno XVI come termine di paragone per il fragore della cascata del Flegetonte che scende nell'ottavo cerchio.
Descrizione
Nell'Inferno XVI Dante impiega il nome dell'Acquacheta entro una lunga similitudine destinata a evocare il fragore di una cascata altissima e ripida. L'immagine è associata a quella del fiume Montone, il primo corso d'acqua che scorre sul versante sinistro dell'Appennino partendo dal Monviso verso levante, diverso dagli altri perché non si getta nel Po. Il nome Acquacheta, spiegano le note al canto, designa il torrente nel suo corso superiore, prima che scenda in pianura; una volta giunto all'altezza di Forlì tale nome si perde, perché il corso d'acqua non lo conserva più. Le note individuano l'Acquacheta come il ramo del Montone che forma le cascate di San Benedetto, presso l'omonima abbazia situata sull'Appennino e ben nota ai tempi di Dante. La similitudine serve a misurare il rimbombo del Flegetonte, che precipita nell'ottavo cerchio dividendo il sabbione dal cerchio successivo, separando così l'episodio dei tre sodomiti dalla scena successiva.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XVI | 97 | che si chiama Acquacheta suso, avante | Apri verso |